La solitudine è condivisione del tempo con se stessi

Lo sport in natura mi da la possibilità di pensare, di spingermi nel profondo dell’anima. La solitudine è spesso associata ad una sensazione negativa ma per me è uno stato d’animo che non condivide nulla con l’isolarsi e  l’evadere bensì rappresenta un mezzo per esplorare il profondo dell’anima.

Vi racconto una mia esperienza di solitudine.  

Sono in montagna sulla via del ritorno, ho attraversato il tempo per ore in contesto naturale ed è ora di rientrare.

La consapevolezza del buio e della strada da percorrere per arrivare all’auto fanno correre i pensieri nella mente. Mi volto spesso, mi sento osservato.

La percezione è che la mente si trovi più avanti del corpo, una sensazione provata molte volte in situazioni particolari. Il passo è deciso e lo sguardo attento. La testa ruota spesso a sinistra verso il bosco e a destra verso le rocce. Tutto risulta esaltato in quel momento, sento il battito cardiaco, il fruscio degli alberi, i passi sul sentiero, qualche oggetto che si sposta frequentemente nello zaino e gli animali, anche il più piccolo.

C’è la paura, una componente sempre presente che fa si di sentire la presenza di me stesso, una paura che consiglia ma non ostacola. Avverto una presenza diversa dal solito; percepisco qualcuno che cammina con me. Continuo a voltarmi, a guardarmi intorno ma non c’è nessuno. Guardo l’orologio che mi da indicazioni sulla quota, i chilometri percorsi e quanti minuti sto impiegando mediamente per percorrere un solo chilometro.

La solitudine offre la possibilità di essere aperti al mondo

Poi una considerazione, sto condividendo del tempo con me stesso, sto parlando con il mio io, sto camminando per sentieri di montagna lontani da luoghi familiari insieme alla mia anima. La solitudine non è isolamento è un’esperienza intima, l’opportunità di conoscenza interiore, la prova evidente di essere circondati da se stessi.

Parlo con me ad alta voce, il tempo sembra scorrere scandito dal mio movimento, lo attraverso come se fosse un corridoio. Sposto me stesso, sento l’essenza di una solitudine che offre la possibilità di essere aperti al mondo, aperti alla natura, aperti al tutto; è proprio nella solitudine che riconosco l’amare me stesso, amare come conoscenza.

Poter vivere la solitudine è avere l’occasione di un’esperienza che allarga i confini e le vedute, che permette di scendere nella profondità dell’animo umano. Arrivo all’auto, l’anima si ricongiunge al corpo, lascio alle spalle la paura ringraziandola per avermi assistito, spengo la luce frontale e dopo aver attraversato il tempo e percorso lo spazio si torna a casa.

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