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CONOSCIMI

Cosa scrivo di me? Boh!
Da dove comincio? Dai cominciamo da dove tutto ha avuto inizio.

Per essere qui a scrivere sicuramente ho una data di nascita e avrò una data di scadenza, il più lontano possibile per favore! 

Beh è scontato! Direi di no.

Riconoscere di essere nati in un preciso istante, in un luogo ben definito, pone quel seme che diventa radice per far crescere un albero, farlo diventare adulto e fargli toccare il cielo con la chioma.

Per farla breve, se sono qui con i miei pregi e difetti, è grazie a tutto quello che sono stato finora dalla mia nascita, avvenuta in una notte del lontano 2 aprile 1978.

Sono nato a Nola in provincia di Napoli, ho condotto una vita normale come tanti, gli studi, il matrimonio i figli.

La passione per l’informatica e la tecnologia trasmessami da mio padre nei primi anni di vita mi ha portato allo studio della materia e successivamente, ad amare il mio lavoro di progettista del software, svolto prima in un’azienda privata per poi reinventarmi in una mia azienda.

Dal 2014 ho cominciato un percorso fisico e mentale che mi ha permesso di trasformare la vita sedentaria che conduceva, in una vita attiva fatta di passione per lo sport, per la natura e per la scrittura.

Il ricordo degli allenamenti e di qualche gara di podismo di strada all’età di 22 anni, mi ha spinto a ricominciare, comprando un paio di scarpette da running e rispolverando qualche vecchio completino che a stento riuscivo ad indossare a causa del grasso in eccesso. 

Correre è diventata subito una passione che ha invaso tutta la mia vita. All’inizio i dolori articolari erano invalidanti, nascondevo a mia moglie la fatica e qualche eccesso sportivo che non mi consentiva di scendere le scale di casa o di camminare agilmente. 

Ne è valsa la pena! 

Il corpo è cambiato, ma soprattutto, mi sono reso conto che è stata più la mente a cambiare e andare verso direzioni inaspettate. La mia attività sportiva migliorava e con essa avvenne un’evoluzione mentale, nuove esperienze, nuovi contesti e poi la voglia di riprendere l’agonismo. 

Le prime gare, i primi traguardi personali su gare di strada sulle distanze classiche dell’atletica leggera fino alla regina delle gare, la maratona. I tempi non mi bastavano, la corsa contro il tempo non mi bastava, l’asfalto, il rumore delle auto e la frenesia delle gare domenicali non mi permetteva di divertirmi. 

Cercavo qualcosa che mi potesse far viaggiare a livello interiore per conoscermi nel profondo. Nella vita, tutto ritorna se lasciato in sospeso. L’amore giovanile per la montagna, per i contesti naturali, ricominciava a farsi sentire e allora mi dissi: perché non provare? Del resto ripresi a correre e a dedicarmi allo sport provando a rimettermi in gioco.

Salgo, su strade che sembrano non essere strade, su rocce, su sterrato e intraprendo un sentiero che sin da subito ha rappresentato il sentiero del mio viaggio interiore.

Oggi corro ovunque sia possibile farlo, per tanti chilometri e in tanti modi diversi, non voglio etichettarmi come corridore di strada o di montagna ma sicuramente prediligo i contesti naturali, perché è lì che sento quel brivido, quella forza che mi spinge a superare limiti e paure.

Lo sport è diventato il mio secondo lavoro, perché il lavoro lo intendo come impegno e divertimento e non come fatica. Credo che lo sport, a tutti i livelli, possa offrire la possibilità di crescere nel corpo, nell’anima e nella mente. 

Avere obiettivi, Impegnarsi per raggiungerli, ritrovare una dimensione personale, aumentare l’autostima, ritrovare o incrementare la motivazione, sono aspetti che lo sport può dare ma sempre senza regalarti nulla.

Nel 2018, fondo yuppyLab, un contenitore di esperienze e sperimentazioni informatiche integrato alla passione per lo sport ed il benessere psicofisico. Immagino una realtà lavorativa dove lo sport è strumento per incrementare la creatività, ottimizzare la produzione, perché in un contesto di benessere il lavoro diventa divertimento e dove c’è divertimento c’è serietà.

Oggi nuovi scenari, nuove idee non solo sportive frullano nella testa, in una miscela che definisco ribelle.

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